Letterina a Babbo Natale

di Lara Saccani

Sì, dicembre è un mese terribile. Il freddo cerca di impedire qualsiasi tuo tentativo di essere una persona sociale. Stare a casa a bere tè con il gatto sembra per la prima volta una valida alternativa alle serate che la vita notturna torinese ci offre. L’epiteto “tanto è il trimestre” che ci ha accompagnati dalla prima settimana di scuola ci ha fatto arrivare fino all’ultima, e tra tutte queste manifestazioni, discussioni, primarie, elezioni, siamo anche riusciti a tirar fuori un numero del giornalino.
Un grazie va a Federica Algozzino, nuova redattrice del giornalino, a tutti i volti dei primini volenterosi che si sono presentati per aiutarci in questo progetto. Ringraziamo la professoressa Simonetta Mossa, nuova coordinatrice del giornalino.
Un grazie, infine, va ai Maya.
Per quanto uno possa avere a simpatia i maya, e riconoscere che il loro calendario è davvero bello, nessuno pensa davvero che il 21 dicembre finirà il mondo. Però allontaniamo per un attimo i nostri pensieri da scettici quali siamo. Se invece finisse? Perché non possiamo escluderlo completamente. Perché potrebbe sempre essere davvero la fine. Perché i Maya magari avevano ragione. Probabilmente no, però se invece sì? Caspita, se invece sì. Pensate, un terremoto ci interrompe nel bel mezzo della nostra festa da fine del mondo, in cui nessuno pensava che sarebbe finito il mondo. E in quel momento cosa facciamo? La fine del mondo potrebbe essere l’unico momento in cui capiamo cosa vogliamo davvero. Perchè mentre staremo correndo in cerca di un riparo dai mega meteoriti che cadranno dal cielo, tutto ciò che alla fine non conta niente, non ci importerà. Mentre scappiamo dagli alieni scesi dalle astronavi, che in realtà volevano solo venire alla nostra festa ma noi questo non lo sapevamo, avremo in testa solo quei sentimenti che alla fine, alla fine del mondo e alla fine di tutto, di noi, di lui, di lei, sono veri.

Forse quel che ci serve, invece di uno psicologo, invece di tranquillanti, invece di una bella dose di Prozac, è una finta fine del mondo, che ci lasci il tempo di capire noi stessi, e poi che qualcuno ci dica che era un scherzetto e di continuare a festeggiare. Festeggiare cosa, non lo so.

Buona fine del mondo.

 

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