Guida ad una sveglia meno traumatica.

di Bianca Martinetto

L’inverno è alle porte ormai, l’estate è passata da un bel pezzo e ci siamo infine rassegnati all’idea di tornare con la testa china fra i libri; attendiamo trepidanti le vacanze natalizie che questa stagione ci porta, puntualmente, e le famigerate giornate passate a prendere a pelle di neve qualsiasi cosa si muova. La stagione invernale è considerata, tuttavia, in un certo senso impegnativa. Sarà il freddo? Possibile. Sarà la nebbia? In parte. Saranno i colloqui? Indubbiamente. Ma l’argomento di cui vi voglio parlare non riguarda il clima nè l’inevitabile confronto genitori-insegnanti; voglio invece darvi qualche consiglio per affrontare uno di quei momenti che, pur essendo già tragici per loro natura, sotto circostanze quali freddo, buio ecc. diventano addirittura melodrammatici: la sveglia mattutina.
Nel particolare, vorrei illustrare i pro ed i contro di tutte le tipologie di canzoni che potete impostare come sveglia sul cellulare se volete alzarvi dal letto immediatamente, e senza (troppi) traumi.
– Partiamo da un classico: la canzone preferita. Certo, le vostre orecchie vi saranno grate, ma i contro sono numerosi; tanto per cominciare, a lungo andare finirete per collegare la canzone alla sensazione di spossatezza post-sessione notturna di studio (un po’ come il cane di Pavlov) e potreste anche arrivare ad odiarla, o quantomeno ad averla in fastidio. In più, a seconda del genere musicale che preferite, potreste andare incontro ad ulteriori malus. Musica classica? Ottima scelta se volete continuare a ronfare saporitamente. Heavy Metal? L’equivalente di una dose di caffeina presa per via endovenosa. Musica melodica altamente depressiva? Potreste non volervi alzare dal letto, mai più. E nel malaugurato caso aveste gli stessi gusti musicali della sottoscritta, avrete bisogno di almeno quindici minuti di preparazione psicologica prima di riuscire anche solo ad appoggiare il piede a terra senza temere che la gelida mano dell’uomo nero vi afferri per la caviglia. Ve l’assicuro, poche cose sono agghiaccianti come gli acuti di Diamanda Galas, alle sei del mattino, d’inverno.
– Il caso diametralmente opposto, ovvero la canzone più odiata. Anche in questo caso potreste, sì, alzarvi dal letto in fretta e furia pur di porre fine cotale tortura, ma incappereste comunque in degli inconvenienti non molto piacevoli. Anzitutto non si deve trattare di una sveglia piacevole, anzi, il momento meno atteso della giornata potrebbe diventare ancora peggiore; poi, visto e considerato che molti tengono il cellulare/sveglia sul comodino e che quindi basta allungare il braccio e premere un pulsante per interrompere il tutto, potreste al contrario accorgervene a malapena e spegnere la musica nel dormiveglia per poi tornare a sprofondare tra le braccio di Morfeo; infine, nel caso la vostra canzone s-preferita sia anche una delle hit del momento, sentirla in giro, in tv, per radio, nei negozi ecc. potrebbe rendervi immuni a quel suono, facendolo diventare un background fisso e quindi inservibile.
– Ultima proposta, quella a mio dire migliore sinora; ricordate quando i cellulari avevano solo le canzoncine pre-impostate? Anzi, ricordate quando i cellulari non avevano le sveglie? Io no, ero troppo piccola. Però c’è un motivo per cui il trillo era sempre più o meno uguale: è semplice da utilizzare, universale ed effettivamente atto al suo scopo. C’è un unico inconveniente in cui potete incappare: se si usa sempre lo stesso trillo antiatomico a lungo andare ci si fa il callo e non ci si sveglia più. La soluzione è tuttavia semplice e a portata di mano: i cellulari di toni da sveglia ne hanno una valanga, tutti pre-impostati e pronti all’uso. Cambiateli periodicamente e avrete risolto anche questo problema.
Questi sono i miei pareri a riguardo e i consigli che mi sento di darvi. Sentitevi liberi di aggiungere dettagli a piacere, di correggermi se sbaglio e anche di tirarmi i pomodori.
That’s all folks!

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