Se il gioberti fosse in Texas

Pazzie Americane
Sono le 4 del mattino di un venerdì. William D. Peppers, cittadino newyorkese, è sulla metro per andare a lavoro. Il vagone della metropolitana è quasi vuoto, lui ha sonno. Così si rilassa, mette i piedi sul sedile di fronte a lui e si addormenta. Viene svegliato da un poliziotto che lo arresta. È infatti colpevole di aver poggiato i piedi su un sedile della metro e di aver occupato più di un posto solo. Viene trattenuto in carcere 12 ore, poi incontra un giudice, ammette davanti a lui di essere colpevole. Paga una multa. Come lui, altri 1600 newyorkesi sono stati arrestati negli ultimi sette anni per aver occupato più di un posto sulla metro.
In 26 stati sui 50 statunitensi vige la regola dei “three strikes out”. Basta commettere tre reati sufficientemente gravi per essere condannati all’ergastolo. Più volte il furto è stato considerato un reato sufficientemente grave. Quindi persone che hanno commesso tre furti, anche corrispondenti a poche centinaia di euro, sono stati condannati all’ergastolo.
Negli Stati Uniti, finire in prigione è davvero semplice. Così semplice che in prigione c’è l’un percento della popolazione, dieci volte la percentuale di galeotti in Europa. Nel 2008 un adulto su 31, un uomo su 18, una donna su 89 erano in prigione o agli arresti domiciliari.
Se sei di origine afro-americana e sei un uomo hai una possibilità su tre di passare dalla prigione almeno una volta nella tua vita. Il dieci per cento dei neri negli Stati Uniti sono in prigione, e infatti il 70% dei prigionieri non sono bianchi.
Ma facciamo un esempio più vicino a noi perché alla fine, non metteremo i piedi sui sedili della metro e non ruberemo mai per tre volte, o in qualsiasi caso non ci faremo beccare per tre volte.
Gennaio di quest’anno. Sarah Bustamantes ha 12 anni. È un’emarginata nella sua classe: è grassa, soffre di bipolarità e i suoi compagni dicono che puzza. Un giorno, in classe, stufa di essere insultata per il suo odore si spruzza del profumo. Gli altri compagni si lamentano anche del profumo e l’insegnante chiama la polizia, che la arresta.
Negli Stati Uniti in molte scuole troviamo poliziotti stanziati permanentemente nell’edificio scolastico, non tanto per prevenire l’uso di droghe all’interno della scuola, quanto per arrestare gli studenti in caso di bisogno. Basta insultare un professore e questo può denunciarti e farti arrestare. Ogni giorno centinaia di bambini sono portati davanti ad una corte per aver bestemmiato, per essersi comportati male sullo scuolabus, per aver partecipato ad una rissa nel cortile. Si può essere arrestati perché in ritardo a scuola, perché vestiti in maniera inappropriata. È reato in alcuni stati per i minori possedere sigarette, scappare di casa, bere alcool, avere rapporti sessuali consenzienti, disobbedire ai proprio genitori.
La mia domanda è una sola: se il nostro Gioberti si trasferisse con tutti i suoi studenti in Texas, quanti rimarrebbero a scuola e quanti verrebbero direttamente arrestati?

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