Poesie

di Marco Honduras

Valentina

Scrivere nella notte
pagine ancora immacolate
che si riempiono.
La penna come impazzita
ti descrive minuziosamente suoni
che ti penetrano il corpo.
Danzatrici orientali che offrono
il loro ventre pieno d’amore,
vita squallida e prostitute senza nome
che si susseguono.
Visioni orrende,
mostri e morte dietro l’angolo,
ricordi continui.
Frenesia incotrollabile.
Amore uguale vita.
Odio e silenzi momentanei.
Parole senza senso,
la penna si ferma.
È il delirio.
Ultima immagine di te
e poi il sonno ristoratore.
Botswane

Perdutamente sogno abbandonandomi,
marciapiedi fangosi ed edifici all’infinito.
Immagini sacre che danzano il ritmo della vita.
Impotenza e Morte.
Il Male ed il Bene.
Trasfusione di plasma contaminato,
trasgressione,
suicidio programmato.
Botswane.
Nel cervello la pazzia mi divora
ed all’inferno le fiamme bruciano il mio corpo disfatto.
Non avrò il perdono divino.
Mexico City

La notte si colorava di rosso gli occhi,
andavo per strade cadenti.
La nebbia si nascondeva nei vicoli bui.
Cadaveri e vampiri ubriachi tornavano alle loro dimore
prima che il sole sorgesse.
Il Bene o il Male.
L’eterna domanda mi svuotava la mente.
Licantropo per amore mi addormentavo
al tuo capezzale
e nel tuo delirio di morte aprivo gli occhi e trovavo
la forza del suicidio.

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