Non affondano soltanto le crociere

di Jago Pasqualotto e Giorgio Bertolotti

Carissimi lettori,
eccoci nuovamente qua, trascinati dalla stessa onda d’entusiasmo che ci portò a scrivere quell’articolo di satira sullo scorso numero del giornalino, per lanciarvi un nuovo messaggio di triste attualità.
Ebbene ci duole informarvi del fatto che la situazione per il nostro Paese e, a dirla tutta, per il mondo intero è oramai critica e a breve verrà la fine di noi tutti. Possiamo solo sperare che prima di noi finiscano le lattine di Coca Cola nelle macchinette dell’istituto, poi che finiscano le giornate fredde, quindi le serie televisive alla TV, ed infine le merendine con più del 6% di grassi. Ma finite anche queste, finiremo noi: ciò accadrà purtroppo in tempi relativamente brevi, valutazione che siamo in grado di esprimere sulla base di dati alquanto misteriosi, che siamo tuttavia riusciti a decifrare dopo lunghe e attente ricerche.
Abbiamo infatti scoperto che sommando le cifre della data 13/01/2012, giorno in cui una crociera, schiantandosi sugli scogli, ha provocato ventitré morti (dieci gamberi, due merluzzi, cinque orate e sei balene), viene fuori il numero 10, sommando le cui cifre si ottiene 1, che nella tombola napoletana è “l’Italia”. Pertanto siamo portati a pensare che dietro tutto ciò si nasconda il nostro beneamato premier Mario Monti, che avrebbe progettato lui stesso il naufragio della gigantesca nave ( il cui capitano non sarebbe altro che la cancelliera tedesca Angela Merkel travestita da uomo) per dare agli italiani un disperato messaggio di crisi. Facendoci dunque suoi portavoce, ci sentiamo in dovere di rendervi esplicito tale messaggio: ebbene sappiate che la nave che è affondata non è quella che pensate, bensì un’altra chiamata “economia”, la quale si trova già nel più profondo degli abissi marini.
Quella della nave non è nient’altro che un’infelice allegoria per far tornare l’attenzione su quel relitto a centinaia di metri sott’acqua fatto di soldi, mercati, scambi e molto altro, su cui si basano le nostre vite. Per questo motivo non possiamo biasimare nulla dell’astuto piano del nostro premier, se non l’aver fatto fuori molti pesci innocenti, cosa però necessaria dal momento che la maggior parte degli italiani non è al corrente dei fatti, poiché non legge quanto è scritto sui giornali, o, se anche lo fa, si limita a sfogliarne le prime sei o sette pagine… sfortunatamente in questi giorni le prime otto pagine di tutti i quotidiani si stanno occupando esclusivamente della crociera del 13 gennaio: e così i più rimangono all’oscuro delle notizie che riguardano quell’economia di cui parlavamo.
Non potendo far altro con la lingua scritta, vi inviamo a voltare la settima pagina dei giornali per sbirciare l’ottava, la nona e magari anche la decima. Sappiamo che si tratta di un’impresa ardua che vi richiederebbe uno sforzo immenso, ma, una volta superato l’ostacolo della settima pagina, forse ci sarà una possibilità in più per migliorare la realtà o quantomeno capirla.

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