Problemi di comunicazione nell’era digitale

di Filippo Ascolani

Il nostro mondo è in continuo movimento e diventa sempre più difficile raccapezzarci qualcosa in una società così frenetica e convulsa; uno degli strumenti che dovrebbero aiutarci in questo campo è il giornalismo: che si parli di televisione, di Internet o della buona vecchia carta stampata non c’è differenza, il loro obiettivo rimane quello di garantire un’informazione adeguata per tutti. Mentre nei decenni precedenti poteva essere più difficile ottenere dei ragguagli su quanto accadeva nel pianeta, ora siamo bombardati di notizie da tutti i canali di comunicazione; tra le edicole che traboccano di giornali e riviste più o meno specializzate e le migliaia di siti dedicate alle news, senza dimenticare i free price e i testi come questi, la scelta è molto ampia anche non disponendo di molto tempo o denaro.

Ma questa enorme mole di informazioni viene recepita veramente dal nostro cervello?

Probabilmente no, anzi danno vita a una serie di fenomeni tipici dell’ uomo moderno che addirittura impediscono lo sviluppo della nostra conoscenza; prima fra tutti, si è ormai diffusa in maniera incontrollabile quella che io chiamo sindrome del cleptomane: infatti siamo talmente abituati a ricevere nozioni in modo compulsivo, che cerchiamo sempre di arrivare al maggior numero di informazioni possibili senza nessun criterio di scelta, preferendo le parole chiave di un argomento senza mai approfondirlo; questo ci porta a dare una veloce scorsa ai titoli dei siti o delle riviste prima di passare a qualcosa d’ altro, senza mai abbandonare quella mentalità consumista che ci é tanto cara.

I giornalisti, quindi, si regolano di conseguenza e sono sempre a caccia dell’ ultimo scoop riguardante il cugino di secondo grado del nipote del portinaio del grattacielo dove vive un personaggio famoso, o dell’ approfondimento di quei temi scabrosi triti e ritriti, senza mai nessun pudore o vergogna (quanto odio quel “ Come si sente? “ rivolto ai parenti di una persona trovata morta; è uno dei pochi casi in cui un insulto pesante non è solo ammissibile, ma soprattutto obbligatorio); non dobbiamo dunque stupirci se una famosa rivista viene accusata di aver intercettato illegalmente delle telefonate dei politici e dei nobili inglesi; o se, invece del resoconto dell’ ultimo Congresso sul clima, troviamo in prima pagina le foto del parto della mogli di uno di quegli esseri semi analfabeti che partecipano ai reality show.

Tutto ciò è probabilmente anche colpa nostra, che siamo irresistibilmente attratti ( e ormai abituati ) dalle bagarre dei politici sullo schermo o dall’ ultima, imperdibile intervista a qualche signore che, casualmente, conosceva la famiglia della vittima o del vicino di casa convinto di aver visto un’ ombra dietro l’ angolo al momento dell’ omicidio.

Come possiamo pretendere un’ informazione più completa, avulsa dalla politica e meno faziosa, se noi stessi smentiamo le nostre parole con i fatti, accontentandoci delle solite persone e dei soliti programmi, che hanno reso la tv e i giornali una sciocchezza- full time?

Il primo passo verso lo sviluppo, a mio parere, deve essere una pretesa maggiore da parte dei lettori e spettatori, perché questo anno, come dice la Smemo, De Sica passi un Natale a casa propria.

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Archiviato in Attualità, Filippo Ascolani, Liberopensiero

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