Ottobre 2011

Ottobre.

Inizia il nostro nuovo anno, e ricominciano le manifestazioni. Quelle iniziate bene, e quelle finite male.
Ci son tante cose belle di cui potrei scrivere, di come è bello andare al Gioberti e di come ci vogliamo tutti bene e siamo felici.
Ma non posso non parlare della manifestazione  del 15 ottobre e dei, lo so, cado nel banale, famigerati Black Bloc.
Non sono qui per fare la moralista di turno, non dirò che la violenza è da condannare perché sbagliata in principio, poiché non ne sono sicura io in primo luogo.
Quello che dobbiamo notare è che dei gruppi di persone più violente, che cercano di più lo scontro con la polizia, ci sono sempre state.
C’erano stati problemi di violenza anche nella manifestazione del 14 novembre a Roma, l’anno scorso. Ma in qualche modo i gruppi di bellicosi erano stati individuati, i danni contenuti.
Il punto è: vogliamo davvero credere al fatto che la polizia italiana sia così incapace da non considerare perlomeno sospetti venti ragazzi in nero, con la maschera antigas e il volto coperto?
Siamo davvero così ingenui? E cosa ne pensiamo di un Maroni che è pronto a vietare a TUTTA la città di Roma di manifestare per un mese?
E del fatto che gli organizzatori delle manifestazioni debbano da ora in poi versare una cauzione per coprire eventuali danni causati dai manifestanti?
Non possiamo considerarlo un tantino anticostituzionale che possano manifestare solo i sindacati che hanno soldi per pagare una cauzione?
Vogliamo inneggiare alla rivoluzione? Facciamolo, perché in questo paese che neanche Wikipedia crede libero, una rivoluzione sarebbe anche necessaria, ma una rivoluzione non ha per forza bisogno di spogliare Roma dei suoi cari sampietrini.
Oppure distacchiamoci per un attimo da tutto. Possiamo davvero pensare a tutte le cose belle che accadono nel Gioberti: da ora in poi, per esempio, avremo una rubrica di ricette e in ogni numero troverete un capitolo del racconto di Silvia Chiarle, “Cuori di cera”.
Perché ci serve e ci servirà quest’anno ci impegneremo a pubblicare i verbali dei collettivi, dei comitati, e il calendario delle attività scolastiche.
Sì, tante son le cose di cui possiamo chiacchierare, ma vogliamo vivere in un’illusione, o è arrivato il momento di svegliarci?

“Is this the real life? Is this just fantasy?”

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Archiviato in L'editoriale, Lara Saccani

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