L’assimilazione

di Daniele Catalano

Il 29 novembre, è stata una giornata un po’ diversa dalla solita routine: anche io e la mia classe, pur facendo quinta, abbiamo occupato. Come tutti saprete l’Italia, anzi gli studenti italiani (in percentuale bassa, in relazione alla gravità del fatto) sono in subbuglio per un motivo decisamente importante.. Il loro futuro. C’è chi non sa se l’università che aveva deciso di prendere il prossimo anno esisterà ancora, c’è chi si è trovato senza professori, senza corsi, e chi si è trovato con una scuola in cui le ore sono poche e l’istruzione scarsa, pensando di avere una formazione decente basandosi sul nome che la scuola si è guadagnata con un altro ordinamento. Forse non tutti sanno, però che qui da noi, proprio nel nostro liceo, l’occupazione persiste con un’organizzazione che davvero non credevo possibile da parte loro (/nostra). Cibo, ordine, pulizia, controlli, gruppi, incontri, svago (perchè, ci vuole anche quello). Questo articolo, al contrario di quanto si possa pensare, non è per lodare i miei compagni che stanno facendo, si, un ottimo lavoro, ma è per fare un piccolo ragionamento sull’occupazione.
Lo studio è importante per chi non occupa, spesso mi sento dire “io non vengo perchè ho la programmata”, o ancora “non vengo perchè ho il compito”. Molti studenti studiano, è vero, perchè è quello che bisogna fare. Ma quanti ASSIMILANO?. Assimilare, se mi posso permettere di dare un’interpretazione un po’ personale a questa parola, consiste nello studiare, capire, formarsi un’idea e mettere in pratica l’idea stessa fino a farla diventare concreta. Nello studiare filosofia spesso mi imbatto in concetti decisamente interessanti per me, la mia fede e la mia formazione personale. In Fichte ho trovato giustificazioni dell’occupazione che mi sembrano davvero valide. Non penso ci sia bisogno di giustificare l’occupazione in altri termini, sia chiaro, perchè i motivi sono limpidi a parer mio, ma vorrei solo portare come prova il fatto che la nostra occupazione è la messa in pratica di quello che abbiamo assimilato a scuola.
Non sto a far lezione di filosofia perchè non ne sarei capace, e spero che la mia professoressa di filosofia non me ne voglia se sto rivoluzionando le sue spiegazioni, ma.. Sarò breve e cercherò di rendere le cose più semplici possibili. Il male per Fichte è l’accidia (che consiste nel non agire). Il bene invece consiste nell’attivismo eroico, ovvero l’azione politica portata a termine con entusiasmo. Traslando questi concetti.. Per Fichte l’occupazione è BENE. E’ positiva. Egli inoltre dona particolare risalto al concetto di cultura che è funzionale alla libertà. Per raggiungerla devo conoscere e quindi è importante che nella società vi sia la possibilità di diventare persone colte, libere. Nella prima fase della sua visione politica di stampo russoviano, egli afferma che il contratto sociale (tra singolo e stato) può essere revocato se il potere viola i diritti. Il diritto alla cultura, quindi alla libertà, è stato contaminato e limitato dal nostro stato.. Non abbiamo noi forse il dovere di revocarlo, essendo i diretti interessati?

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