Niente Paura

Come siamo, come eravamo e le canzoni di Luciano Ligabue

di Elisabetta Alessio & Milena Penno

Art. I: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.Il primo articolo della nostra Costituzione, ormai “manifesto utopico”, per citare una battuta del documentario, è il nodo attraverso il quale si articola questo piccolo capolavoro. L’Italia siamo noi, noi popolo che abitiamo questo Stato. “La sovranità appartiene al popolo” e non a chi governa, un principio fondamentale, vitale e sempre più spesso viene da chiedersi se sia noto a tutti nel nostro paese. Questo è solamente l’inizio del film, del conflitto tra amore e odio per il nostro paese, che spesso si rende, anzi, rendiamo detestabile, come risulta evidente dal modo in cui si sviluppa questa critica proprio attraverso la lettura della nostra  democratica Costituzione. Art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.Possiamo chiedere a qualsiasi immigrato se ci stiamo comportando con loro come insegna la Costituzione; pensiamo a uomini, donne, bambini che ora vengono pagati per lasciare il paese che credevano ormai fosse diventato anche il loro; sbarcati in condizioni disumane, con enormi sacrifici, speravano di aver realizzato finalmente il sogno di una nuova vita. Adesso invece ci comportiamo come già successo in passato quando si esponevano i famigerati avvisi “non si affitta ai meridionali”. Non impariamo mai dai nostri errori, ed è importante sottolineare che non si tratta di politica, di destra o di sinistra, ma di semplice moralità, dettata per i Cristiani dal principio “Gli uomini sono tutti uguali in quanto tutti figli di Dio”, e per i laici da questo articolo. Dobbiamo educare i giovani, ma soprattutto rieducare noi stessi, raccoglierci insieme e progredire perchè non possiamo definirci un paese sull’onda del progresso morale. Basta pensare ai fatti di Rosarno, che tutti ricordano, frutto di una intolleranza xenofoba e mafiosa ormai inaccettabile.Art. 32: Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Qui si apre un altro dei più importanti temi del film: l’eutanasia. Il caso di Eluana Englaro, tenuta in uno stato vegetativo per diciassette anni nonostante le ripetute richieste dei genitori ai sensi di questo articolo, evidenzia le lacune del sistema giudiziario italiano. O meglio, della presunta libertà di scelta riguardo la NOSTRA vita. Addirittura siamo arrivati ad accusare il padre di Eluana di omicidio aggravato volontario, ma il governo non ha agito secondo i criteri di uno stato laico (citando Margherita Hack: “È vergognoso che gente che si dichiara cristiana si accanisca in modo fondamentalista contro una persona che è morta da 17 anni, che non ha nessun modo di difendersi e che quando era in vita aveva sempre dichiarato di non voler essere sottoposta all’accanimento terapeutico”). Ad ogni modo se per i cristiani la vita è un dono di Dio per gli uomini, perchè non dovremmo essere liberi di decidere su di essa?Mafia, Camorra, ‘Ndrangheta, Brigate Rosse sono state e sono il vero virus che affligge il nostro paese, basta ricordare la strage di Bologna, di cui sappiamo tutto e non sappiamo niente, accaduta il  sabato mattina del 2 agosto 1980. Qui il particolare più ignobile: colpire nel giorno in cui la stazione è frequentata specialmente da famiglie, la maggior parte delle quali umili (rappresentativo il mezzo stesso di trasporto), e posizionare la bomba nella sala d’aspetto di 2°classe. Non dimentichiamoci della strage di Piazza Fontana, di Gioia Tauro o della strage di Capaci in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone e la sua scorta, l’attentato di via D’Amelio contro Paolo Borsellino. Ma se la mafia uccide senza pietà, l’omertà è un’altra spietata assassina,  rappresentata al meglio dal caso dell’omicidio di Mario Bacio Terracino: i passanti eludono il cadavere come un ingombro, lo evitano come una carta sporca sul marciapiedi. Raggelante il gesto di una donna che passa, solleva la salma per il colletto della camicia bianca, si piega su di lui quasi a fissargli i lineamenti per vedere se ne riconosce un volto familiare. E poi, sempre con la shopping a tracolla sulla spalla sinistra, lo lascia cadere, come un sacco insanguinato. No, non era colui che temeva. Smettiamo di essere l’Italia che sfoggia il tricolore solo in occasione di vittoria ai Mondiali di calcio, cerchiamo di diventare il paese che abbiamo sognato e che sogniamo ancora; se teniamo per noi l’indignazione, essa resta semplicemente un borbottio, uno strano fastidio allo stomaco. “Dobbiamo resistere, perchè la resistenza ha la stessa radice latina di esistere, vuol dire esserci” (Don Ciotti): non vuol dire resistere usando la violenza, compiendo gesti assurdi. Significa semplicemente pensare con la propria testa e ricordarci di essere una collettività (dunque, di agire come tale). Pensiamo a ciò che avremmo potuto fare e che non abbiamo fatto, non passiamo dall’essere “popolo” a diventare “pubblico”, “un pubblico che applaude, vota da casa, s’indigna e va a dormire”. Bando ai privilegi. “L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con questa paura e non farsi condizionare, altrimenti non è più coraggio, ma incoscienza” (Giovanni Falcone). Tutto questo vuol dire essere una vera nazione, un popolo. Ma anche cittadini consapevoli e responsabili. Aiutandoci con la nostra Costituzione.

Lascia un commento

Archiviato in Liberopensiero

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...