La strada

di Federica Messina

La strada è un libro che deve essere letto, sia che piaccia o che non piaccia.Scritto da Cormac McCarthy nel 2006, La strada è un romanzo di fantascienza post apocalittica dove la terra è stata sconvolta da un avvenimento catastrofico non ben precisato che ha eliminato la maggior parte di uomini, animali e piante. Poco importa cosa sia avvenuto; quello che c’era è stato quasi del tutto cancellato.In questo freddo mondo di cenere un uomo e un bambino si dirigono al sud con la speranza di trovare qualcosa di meglio, cercando di sopravvivere con quello che hanno: qualche vestito pesante, poche scorte di cibo e loro stessi.La trama è povera, il libro breve, ma dopo poche pagine il lettore si sentirà catapultato nella dimensione dei due protagonisti e vivrà con loro lunghi momenti di disperazione e brevi attimi di felicità.La strada è una narrazione lentissima e tuttavia veloce, con avvenimenti che si susseguono uno dietro l’altro scritti con stile asciutto a mio parere adattissimo ai paesaggi spogli e ai profili seri dei due personaggi principali. A proposito di padre e figlio, c’è da dire che i dialoghi tra i due sono molto ripetitivi e scarni, quasi monotoni; è l’unica pecca che ho trovato nel romanzo, ma in ogni caso penso che dei dialoghi lunghi e intricati sarebbero stati di troppo in una storia come questa.L’uomo e il bambino sono inoltre due contraddizioni. Il bambino, nonostante tutte le disavventure che presenta il viaggio, è animato da bontà e voglia di aiutare il prossimo, mentre il padre diventa sempre più chiuso ed egoista.Incredibile la capacità di descrizione di McCarthy: le foreste fredde e umide, le case disabitate e semi-fatiscenti, i corpi inceneriti di chi non è riuscito a salvarsi… Se si prende in considerazione l’idea che un futuro simile potrebbe davvero avvenire, le descrizioni riescono a suscitare una pesante angoscia.Decisamente non è il solito romanzo post apocalittico dove l’umanità è schiava di qualche entità extraterrestre e tocca ai protagonisti liberarla. La strada presenta un futuro molto vicino al nostro, molto più probabile e soprattutto non c’è nessuno da liberare. L’importante è solo sopravvivere e proteggere ciò che hai di più caro oltre te stesso.Che altro posso dire? Ovviamente il libro può piacere e non piacere, ma in entrambi i casi consente una visione del mondo particolare, dona qualcosa su cui riflettere. Il finale l’ho trovato azzeccatissimo, se posso usare un’espressione così colloquiale per un romanzo tanto drammatico. Dove sembra non esserci più speranza, vi è invece una fiammella che persiste a brillare in quella realtà gelida. Chi ha letto il libro può capirmi, agli altri consiglio ardentemente di leggerlo.

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