MEAT* THE TRUTH

di Giulietta de Luca
Il problema ambientale dei nostri tempi che maggiormente sensibilizza la popolazione è di certo l’effetto serra. Quali ne sono le cause?
A questa domanda siamo soliti rispondere: inquinamento, gas, industrie, trasporti… invece questo è, almeno in parte, errato.
Solamente il 13% dell’effetto serra è prodotto dai trasporti, mentre la percentuale più alta, ovvero il 18% (calcolo eseguito dalla FAO), è rappresentata da un settore che tutti consideriamo pressoché innocuo: la produzione (e il successivo consumo) di carne, in special modo di quella bovina.
Nel mondo ci sono un miliardo e mezzo di mucche, le maggiori produttrici di gas serra a causa delle loro –sarà anche poco elegante, ma è la pura verità- flatulenze.
Ovviamente non ci fermiamo qui: il nostro miliardo e mezzo di bovini ha bisogno di essere nutrito, per cui le foreste vengono abbattute e rimpiazzate da campi di cereali, il che causa un enorme aumento del biossido di carbonio.
Tra il 40 e il 50% dei cereali prodotti viene destinato appunto all’alimentazione di questi animali; peccato che si necessiti di sette chilogrammi di cereali per produrre un chilogrammo di carne da portare sulla nostra tavola. Un’equazione che funziona poco, vero?
Il consumo di carne si sta incrementando nei paesi in via di sviluppo, come la Cina, poiché pare che l’arricchimento di un paese lo porti a consumare più prodotti di origine animale.
Questo non è assolutamente sostenibile da tutti: la situazione è critica e noi continuiamo a consumare sempre maggiormente, a discapito dell’ambiente.
Ecco alcuni calcoli della FAO: dal 1950 al 2000 la produzione di carne è aumentata da 45 a 233 miliardi di chilogrammi all’anno. Entro il 2050 questa raddoppierà ulteriormente, raggiungendo i 450 miliardi di chilogrammi all’anno. Cosa vuol dire?
Essenzialmente che un europeo medio mangia nella sua vita 1800 animali e, se ogni uomo sulla Terra seguisse il medesimo comportamento, ogni anno avremmo bisogno di 142 miliardi di animali a nostra disposizione.
Altro punto critico: gli escrementi.
Non si possono smaltire, per cui vengono utilizzati per la produzione di energia. Il prodotto finale, però, è bassissimo in rapporto alla quantità di sterco da eliminare, quindi abbiamo un’altra equazione poco convincente.

Meat the truth, un documentario della Nicolaas G. Pierson Foundation, è molto chiaro su questo argomento e spiega nel dettaglio quali sono i rischi causati dalla produzione di carne e, soprattutto, dall’indifferenza generale.
In Europa siamo al quinto posto per il consumo di carne bovina, dopo Irlanda, Malta, Danimarca e Francia, ovvero i principali esportatori di bovino nel nostro paese.
Sembra però che ci sia un incremento della richiesta tale da dover presto usufruire dell’esportazione dall’America Latina, dove purtroppo si sta assistendo al boom dell’allevamento e della monocultura di piante destinate al nutrimento di animali da tavola.
C’è qualcosa che nel nostro piccolo possiamo fare per migliorare la situazione?
Personalmente non sono vegetariana e dubito che lo diventerò, ma credo che tutti noi possiamo diminuire anche solo di poco il consumo di carne nel nostro quotidiano.
Sembra strano, ma l’impatto che avremmo sull’ambiente rinunciando ad una bistecca alla settimana sarebbe decisamente maggiore a quello che avremmo utilizzando la bicicletta al posto dell’automobile.
Inoltre è un miglioramento che possiamo portare avanti individualmente senza alcun condizionamento esterno. Insomma, possiamo cominciare già da subito.
Anche perché, argomento probabilmente trito e ritrito, un eccessivo consumo di carne è dannoso per noi in primis oltre che per l’ambiente: aumenta il rischio di cancro al colon e gli anabolizzanti con cui sono trattati i capi di bestiame per una crescita velocizzata accrescono la sterilità maschile.
E poi, nel caso in cui tra i lettori ci fosse qualcuno di sensibile che si commuove alla vista di un cucciolo dagli occhioni supplicanti, non viene voglia di mangiare un po’ più verdura e un po’ meno polpette se si pensa agli allevamenti intensivi, ai pulcini cui vengono amputati i becchi perché non si assalgano a vicenda e ai maialini che vengono castrati senza anestesia?
[Se tutti gli americani rinunciassero alla carne…
– sette giorni su sette: equivarrebbe ad eliminare dalle strade degli USA tutte le automobili
– sei giorni su sette: equivarrebbe a ridurre a zero il consumo di energia elettrica in ogni abitazione  degli Stati Uniti
– cinque giorni su sette: equivarrebbe a risparmiare il carbonio necessario per piantare tredici miliardi di alberi in giardino e lasciarli crescere per dieci anni
– quattro giorni su sette: equivarrebbe a dimezzare l’uso domestico negli USA di elettricità, gas, petrolio e cherosene
– tre giorni su sette: equivarrebbe a sostituire tutte le auto degli Stati Uniti con auto elettriche
– due giorni su sette: equivarrebbe a sostituire tutti gli elettrodomestici delle case con altri a risparmio energetico
– un giorno su sette: equivarrebbe a risparmiare 90 milioni di biglietti aerei da New York a Los Angeles o viceversa
Fonte: Meat the truth]
*Gioco di parole tra meat=carne e il passato di to meet=conoscere

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