11 mesi: la mia esperienza in California fra un musical e l’altro

di Martha Masoero

Mancano ventidue giorni alla fatidica data del 14 giugno, goirno in cui dopo undici mesi di assenza, saliro’ su un volo diretto verso casa. Il fatto che stia tenendo il conto dei giorni che mancano al mio ritorno in Italia potrebbe far pensare che la mia esperienza di scambio all’estero non sia stata positiva, ma e’ vero il contrario. Durante quest’anno ho imparato a vedere il mondo da una prospettiva diversa di quella dell’Italia, di Torino o del Gioberti. Mi sono ritrovata in un sobborgo californiano pieno di conservatori religiosi, l’esatto mio opposto eppure ho conosciuto persone con cui ho legato moltissimo e che sono ora una parte fondamentale della mia vita. Ho imparato molto riguardo al mondo che c’e’ al di fuori di quello in cui sono cresciuta e di conseguenza ho scoperto lati di me stessa che non conoscevo.
Detto cio’ una anno e’ veramente lungo; voi state affrontando maggio e so che li’ si studia davvero a differenza di qui, ma undici mesi lontani da casa, dagli amici e dalla famiglia sono un maggio al Gioberti alla potenza. Il giorno in cui lasciai i miei genitori in lacrime all’aereoporto sembra immerso in un passato remoto. Il primo mese in California fu il piu’ stancante della mia vita, ovunque mi girassi c’era qualcosa o qualcuno di nuovo e ignoto, ogni momento libero lo passavo a dormire nel tentativo di recuperare l’energia spesa nell’adattamento alla nuova realta’. Superato il primo impatto pero’ arrivo il periodo migliore: tutto era ancora da scoprire, ma ero arrivata ad un livello di familiarita’ col nuovo ambiente che mi permetteva di sentirmi a mio agio.
Fu il mio corso di musical (MSP= musical show production) a farmi sentire a casa e circondata da nuovi amici. Si tratta di un gruppo di studenti che si incontrano all’ultima ora ogni giorno della settimana e insieme mettono in scena tre musical all’anno. La filosofia dell’insegnante si basa sul lasciare ghe gli allievi si autogestiscano. All’ inizio di ogni semesztre fli alunni consegnano un curriculum e indicano a quale gruppo vorrebbero appartenere (danza, musica, copione, costumi ecc…), l’insegnante procede poi nella scelta di un regista e di un produttore e di un leader per ogni gruppo. Successivamente a coppie si presenta un’idea alla classe per un nuovo musical, l’unica regola e’ che deve essere una commedia. Gli studenti votano e sc`elgono la storia che preferiscono, quella sara’ la base per il prossimo spettacolo. Senza perdere tempo il gruppo del copione si mette al lavoro, il regista e il produttore assistono alle audizioni di ogni membro della classe e scelgono il cast. Il gruppo delle musiche scirve le canzoni cosi’ i danzatori possono coreografare i vari numeri. Altri studenti lavorano sui costumi o sulle scenografie e in pochi mesi il musical e’ pronto per andare in scena. In tutto questo l’unsegnante non fa altro che essere presente per risolvere problemi che il regista e il produttore non sono in grado di gestire.
Il risultato di questa gerarchia studentesca e’ un gruppo di persone che sono legate da un obettivo comune e che riescono a lavorare insieme delegando ad altri e contribuendo in prima persona allo spettacolo. La velocita’ con cui ogni musical viene messo in scena permette a tutti di avere una possibilita’ su palcoscenico e cosrtinge tutti a lavorare con la massima concentrazione ed efficacia. Il nostro insegnante ce lo ripete alla nausea, ma in fondo e’ vero: siamo come una grande famiglia e come tale abbiamo anche tantissimi problemi oltre che momenti felici.
Per via della mia esperienza il mior gruppo e’ sempre stato quello di danza, ma il mio ruolo all’interno di esso e’ cambiato molto nel corso dell’anno; il primo sememstre il mio contributo fu minuscolo, al secondo spettacolo  aiutai un’amica a coreografare il numero di apertura e nell’ultimo musical, che si e’ appena concluso, ho avuto la soddisfazione di lavorare da sola su un pezzo per dodici danzatori. La soddisfazione che ho provato ieri sera nel vedere la mia coreografia sul palco e’ indescrivibile, mai avrei pensato di essere in grado di realizzare una cosa simile, ma grazie ad MSP e’ successo. Il 99% dei miei amici californiani fa parte di questo corso, a settembre erano settanta sconosciuti, ma ieri sera all’idea di non andare piu’ in scena con loro non ho potuto trattenere le lacrime insieme a tutti gli studenti che, dopo quattro anni, lasciano il liceo per sempre.
Il mio ruolo all’interno del gruppo e’ cambiato molto dal primo spettacolo non solo per le parti che mi sono state assegnate o le responsabilita’ assegnatemi, ma anche per come vengo vista dai miei compagni. Prima di ogni spettacolo ci riuniamo tutti per un “energy circle”(cerchio dell’energia), in breve consiste nel tenersi tutti per mano, una persona inizia e stringe la mano del vicino, il quale ripete l’azione finche’ la stretta non ritorna dove e’ cominiciata. Il regista e il produttore  scelgono la prima persona del cerchio ed e’ un grosso onore essere selezionati. La seconda sera del nostro ultimo spettacolo quella persona ero io e ancora una volta non ho potuto trattenere le lacrime.
Se c’e’ un’esperienza che portero’ sempre con me da quest’ anno e’ MSP e le persone che ne fanno parte. Anche nei mesi piu’ duri quando non c’era nulla di nuovo da scoprire, ma il mio ritorno a casa era ancora lontano, i musical erano quello che mi teneva a galla, senza questo corso gli scorsi undici mesi non sarebbero stati altro che un conto alla rovescia.
Per tutti coloro che stanno considerando un programma di scambio, non posso far altro che incoraggiarvi tenenedo a mente che non e’ un’esprienza facile, soprattutto se non travate il vostro MSP che vi possa aiutare ad adattarvi e a non sentirvi soli. Molti consigliano sei mesi piuttosto che un anno e per molti versi hanno ragione, io per prima sottovalutai la lunghezza di undici mesi, ma allo stesso tempo il legame che si crea con i compagni di un anno e’ inevitanbilmente piu’ forte.  Che scegliate sei o dodici mesi siate certi di essere pronti per tanta stanchezza e fatica, giorni bui pieni di maliconia e un’esperienza che cambiera’ la persona che siete, la concezione che avete del mondo e, in poche parole, la VITA.

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