OGM vs Biologico

di Eliana Vitolo

In seconda media lessi un libro della collana Le Ragazzine (e quindi lascio a voi immaginarne l’autorità scientifica e letteraria) nel quale la mamma di una delle protagoniste era attivista di Greenpeace e il suo motto era  “no all’OGM,  w il biologico.” Piccola e ingenua credevo che Le Ragazzine fosse un testo sacro e che bisognasse guardarlo come il contenitore di tutta la verità. Il cibo sano però non è mai stato esattamente il mio cavallo di battaglia e quindi, nonostante le frasi di Betty (la madre anti-OGM) mi rimbombassero nel cervello ogni volta che mi accingevo a mangiare una ciambella ricoperta di plastica spacciata per invitante glassa e farcita di coloranti e dolcificanti che dovevano essere dolce crema pasticcera, non riuscivo a resistere alla tentazione e, evitando di leggere i terribili nomi di quegli agenti chimici che l’innocente ciambellina conteneva, la divoravo.  Ancora non sapevo cosa c’era dietro l’acronimo OGM, ma una cosa era certa: erano terribili e dannosi. Dalla seconda media sono ovviamente cambiata, come tutti gli altri homo sapiens che staranno leggendo questo articolo, e pian piano il problema biologico vs chimico/OGM è in me svanito, sopraffatta dalle sempre più invitanti merendine molto junk e poco bio. Tutto ciò fino a  circa 3 mesi fa: nell’ora di biologia la nostra professoressa ci ha fatto vedere un filmato sulla genetica molecolare nel quale erano citati gli OGM e per la prima volta ne sentivo parlare in maniera scientifica e precisa.  Inizialmente rimasi dubbiosa, e per nutrire maggiormente tali dubbi, la professoressa ci aveva esposto la sua opinione a riguardo, invitandoci a riflettere su quest’argomento. Il 24 febbraio al Gioberti si è tenuta una conferenza sugli OGM con Aaron Fait, esperto in genetica molecolare e biotecnologie, il quale mi ha fatto definitivamente cambiare opinione. Quanti di voi conoscono ill protocollo che regola ogni singolo passaggio che precede l’immissione di un OGM nel mercato mondiale? Sapete che moltissimi cibi che consideriamo must del biologico sono in realtà gli OGM più antichi? Sapete che l’uso di coltivazioni di OGM in Paesi come la Germania ha fatto sì che la perdita annua di 11 milioni di euro di raccolto dovuta a cause quali insetti e erbe nocive sia stata contenuta se non addirittura azzerata? Chiariamo che gli OGM non sono mostri bensì prodotti con modifiche del DNA effettuate con DNA di altri organismi e poiché il codice genetico è universale, tutti gli esseri viventi hanno i medesimi nucleotidi, solo disposti in modi diversi. Questi organismi geneticamente modificati sono isolati dalle altre specie e monitorati per 10 anni (in cui  si verificano i possibili effetti negativi e danni al corpo umano e altre caratteristiche stabilite da accordi internazionali) prima di essere messi in commercio. rito il gene che codifica per la proteina che produce vitamina D, e tale riso GM è stato utilizzato in quei Paesi per ridurre drasticamente i casi di cecità suddetti. Non voglio sostenere che gli OGM siano il rimedio per tutti i mali, ma semplicemente  invitarvi a riflettere, come ha fatto la mia professoressa e come ha fatto Aaron Fait: non ha senso essere prevenuti, poiché le nostre paure dipendono soltanto dalla nostra ignoranza nel settore. Senza dubbio il potere che le biotecnologie mettono nelle mani degli scienziati può intimorire, perché  l’uomo è riuscito a fare ciò che per migliaia di anni ha fatto la natura soltanto, ma per questo serve che ci sia consapevolezza e informazione, per far sì che argomenti come gli OGM (con problemi etici da non mettere in secondo piano) siano discussi e compresi da tutti quanti e non siano solo dibattuti tra i membri di un’èlite che manipola la massa ignorante facendole credere cosa le conviene.

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