Giovani, stili di vita, sostenibilità

di Giulietta de Luca

Sabato 6 marzo alcuni membri della redazione hanno partecipato al XVII CONVEGNO NAZIONALE DELLA STAMPA STUDENTESCA, che si è tenuto al Politecnico di Torino.
Per quanto mi riguarda (avendo inoltre assistito solo alla parte che si è svolta durante la mattinata) posso dire che è stato un evento indubbiamente particolare.
L’organizzazione non era delle migliori: ho trovato positivo il fatto che si potesse scegliere tra un’ampia gamma di argomenti, ma penso che nessuno abbia gradito l’ora di ritardo con cui sono iniziate le conferenze.
Il tema da noi scelto era quello del giornalismo scolastico.
Dopo i saluti delle autorità presenti, tra cui Francesco Profumo, rettore del politecnico, Vera Schiavazzi, coordinatrice del master in giornalismo e reporter de La Repubblica, la professoressa Bossolasco, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Commerciale Rosa Luxemburg, che ha contribuito grandemente all’organizzazione del convegno, Giuseppe Pierro, dal Ministero dell’Istruzione e Davide Mattiello, referente regionale dell’associazione LIBERA, si è tenuta la presentazione dei lavori di alcune redazioni di giornalini scolastici.
Un paio di questi progetti sono stati davvero interessanti, come quello di un gruppo di ragazzi che hanno parlato della loro recente partecipazione a Democrazia 2.0, evento organizzato da Biennale Democrazia, oppure la testimonianza di un giovane reporter che ha aderito al progetto Nave della Legalità, in memoria della strage di Capaci.
Purtroppo altre sono state desolanti, come un video sull’alcool montato da una redazione di Brescia, composto da immagini di fiori o angeli dalle ali spezzate reperibili sul più infantile dei forum, o una poesia sull’acqua il cui utopico messaggio era:“Un giorno tutti i popoli della Terra si ameranno e saremo uniti nella salvaguardia delle risorse idriche.”
Spiazzante, oserei dire, è stata la presentazione di una ragazzina di terza media, che parlava fieramente del suo giornalino scolastico, in cui si possono trovare articoli, sì, ma anche slogan di pubblicità progresso ideati e illustrati a mano dagli alunni della scuola.
Un esempio? “Cosca=carciofo- segue disegno del suddetto carciofo –Diciamo no alla mafia!”
Alla testimonianza di questi giovani reporter in erba è seguito il discorso di Vera Schiavazzi, che ha dispensato utili consigli su come diventare giornalisti.
In breve, le strade per intraprendere questo mestiere sono due:
-avere la fortuna di essere assunti in un’azienda editoriale e disporre di un praticantato di diciotto mesi (difficile e praticamente impossibile);
-frequentare una scuola di giornalismo.
A quella di Torino, coordinata appunto dalla Schiavazzi, si accede dopo una severa selezione e il desolante numero dei posti è di venti ogni anno. Questo master garantisce però uno stage presso importanti testate giornalistiche, della durata di quindici giorni in Italia o all’estero ed apre molte strade.
Le possibilità, quindi, sono meno che scarse.
Dopo quello un po’ deprimente di Vera Schiavazzi, si è tenuto l’enfatico discorso di Davide Mattiello, che ha parlato soprattutto di mafia, di libertà e di dovere di espressione, portando come esempi Mauro Rostagno (sociologo torinese ucciso a Trapani perché “sapeva troppo”)  e Pino Maniaci (che, già vittima di alcuni attentati, gestisce con la famiglia la piccola TV locale Telejato, nella quale non ha timore di fare nomi e cognomi).
E’ stato interessante vedere come il pubblico, stimolato dalle parole di Mattiello, abbia cominciato a porre domande impegnate quali: “Qual è il rapporto tra politica e mafia?” oppure “Qual è il rapporto tra giornalismo e mafia?”, a cui purtroppo non c’è stato il tempo per rispondere in maniera completa.
Successivamente hanno fatto la loro trionfale entrata Mercedes Bresso, attuale Presidente della Regione, e Gianni Oliva, Assessore alla Cultura e Politiche Giovanili, che ci hanno informato delle qualità della Pyou Card, una straordinaria tessera per i giovani dai quindici ai ventinove anni, che apre (non si sa bene come) un illimitato numero di porte.
“Pyou Card consente ai giovani tra i 15 e i 29 anni residenti in Piemonte di accedere con un’unica tessera a una serie di offerte culturali, sportive e di intrattenimento attive sul territorio regionale, ai servizi di trasporto pubblico e di mobilità europea.”
Wow! Speriamo solo sia un po’ più valida della carta Io studio…
Oliva ha colto l’occasione per ricordarci che il futuro siamo noi e che l’Europa vive per aspettarci, dandoci un quadro della situazione molto più simile a quello dei libri di diritto che a quello descrittoci da Mattiello, nel quale l’omertà fa da padrona in un mondo ostile.
Qual è quello vero?
Chi vivrà vedrà.
Come dice lo slogan del convegno: Earth’s future is in our hands.

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