L’indifferenza

di Tommaso Pirfo

L’indifferenza ci rende soli.
Ci allontana dalle persone, impedisce di esprimere noi stessi, impaurisce chi pensa inducendolo a non condividere le proprie idee.
È questo il potere più grande che esercita: rende vano il tentativo di chi intende far sapere alle persone che lo circondano ciò che pensa, intimorisce a tal punto da preferire il silenzio alle parole. È la delusione che ognuno incontrerebbe nel vedere gli altri disinteressati ai suoi discorsi a inibire le capacità di pensiero, a far inghiottire i propri pensieri al posto che manifestarli.
Spero ve ne siate accorti, che per dire ciò che pensate dovete urlare. Forte, sempre più forte, vince chi ha la voce più alta e vibrante, come in una gara tra animali che difendono il proprio territorio.
Non si pensa più a ciò che si vuole dire ma a come lo si dice, perché l’indifferenza provoca anche questo, la paura di essere ascoltati prima ancora di parlare. E per far sì che oggi una qualsiasi altra persona in un contesto pubblico possa sentire le nostre parole è necessario gridare. Bisogna sperare che le corde vocali reggano un’intera ora di lezione a scuola, altrimenti il dibattito muore prima.
Sono poche le persone disposte ad ascoltare un discorso senza giudicare e interromperlo prima della sua fine, sono pochissimi coloro che lascerebbero la propria parola, duramente conquistata, per permettere a qualcun altro di parlare e dire la propria. È la paura di essere sempre giudicati a determinare la diffidenza, la cui conseguenza è il rifiuto interiore a non esprimere più le proprie opinioni  e a determinare un generale disinteressamento.
Se nessuno ha il bisogno di dire ciò che pensa non vi è più alcun dialogo, nessuna interazione tra persone: ciò che resta è il comportamento sempre più diffuso a chiudersi in se stessi ponendo un muro invalicabile tra noi e gli altri. Il nostro mondo diventa popolato soltanto dalle voci della televisione, dalle parole dei cantanti nelle cuffie dell’i-pod, dai cronisti della radio.
E sarebbe un rischio provare a misurarsi con l’indifferenza che ci circonda qualora volessimo esprimere un nostro parere, il timore di essere delusi dal disinteresse dei nostri ascoltatori ci impedirebbe di iniziare qualsiasi discorso.
Così quelle rare volte in cui desideriamo parlare divengono fonte di dubbio e di agitazioni riguardo i giudizi a cui verranno sottoposti i nostri discorsi, in classe con i nostri amici o in qualsiasi altro ambiente.
Dovremmo tutti tornare ad ascoltare i pensieri dei nostri compagni, a infrangere la barriera che noi stessi abbiamo creato e che ci rende così sicuri di noi perché impedisce qualsiasi confronto col diverso, con ciò che per disinteresse non vogliamo affrontare.
Non può essere che chi fa la voce grossa esprime le proprie idee e chi ne ha una fievole non ne abbia la possibilità, non è possibile che a causa dell’indifferenza verso ciò che ci circonda nei rari casi in cui vi è dialogo ognuno tenti di prevalere sull’altro.
L’istinto animale non ci si addice, urlare in pubblico significa sapere di avere poco spazio nella società, poco tempo per fermarsi e parlare, urlare significa che si è consapevoli che vi sono spazi di dialogo ridotti, che non vi è occasione di confronto.
Ma non è così, siamo noi a essere convinti erroneamente di non poter dire la nostra mentre ci sarebbero mille modi per farlo. L’indifferenza rende le persone ottuse, dai comportamenti insensati: che senso ha restare in disparte quando si avrebbe la possibilità di vestirsi da Socrate, e urlare quando invece è un’altra persona a parlare?
È un paradosso, qualcosa di inspiegabile, ma se il giudizio non è più una “pars destruens” al fine di una “costruens” ma è soltanto volto a distruggere e denigrare il pensiero di altri non è difficile intuire perché una tale indifferenza sia così diffusa.
Le persone si sono probabilmente stancate di essere attaccate su ciò che pensano, e il modo migliore per estraniarsi da qualcosa di simile è guardare gli altri con poco interesse e un’espressione di noia dipinta sul volto, per far capire a chi ci sta di fronte che in nessun modo potrebbe entrare nei nostri pensieri e giudicare le nostre idee.

Lascia un commento

Archiviato in Liberopensiero

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...