Febbraio2010

Sveglia alle sette. Rotolati giù dal letto, rovesciamo polvere di caffè armoniosamente per tutta la cucina. Dieci minuti a rimediare al disastro, intanto la caffettiera fonde sul fornello; altri dieci minuti per fissare inebetiti la tazza fumante, solo allora notiamo l’orologio.
Lo scioglilingua  spazzolino deodorante vestiti cartella si svolge in pochi secondi. Il pullman ci saluta con la mano e nella nostra testa si staglia chiaramente il bordino azzurro delle “entrare posticipate”. Lo Studente entra alle 8.30 causa “lunedì mattina”.
Il professore della prima ora ci assicura che Isocrate si vendicherà e l’espressione calza perfettamente.  Dopo sei ore di interrogative senza senso apparente, spedizioni in Sicilia, congiure contro il senato e acidi nucleici, ci arrendiamo. Sarebbe così semplice farsi conquistare dal grigio del cielo, sbattere la porta di casa e finirla lì.
Costa fatica mettersi ulteriormente in gioco, sedersi dietro ad un monitor o impugnare la penna e scrivere di qualsiasi cosa regali un personale raggio di sole.
Grazie a tutti coloro che hanno continuato, o iniziato, a scrivere anche in questo Febbraio plumbeo e faticoso.
Il giornalino è  la nostra voce, uno strumento conquistato insieme  che non deve passare in secondo piano nei momenti caotici, nè trasformarsi in una bacheca da facebook all’arrivo della primavera. Possiamo dirci fieri di queste pagine: cinque anni fa una serrata èlite composta da dieci persone era a conoscenza del giornalino, e un paio di lingue monopolizzava ogni numero.
Per questo ora più che mai vi invitiamo a mandarci qualsiasi vostra riflessione, dedica o articolo: rendiamo Joe la voce di mille studenti, non il sussurrio di pochi.
In questo numero troverete le recensioni di due film tra cui “Avatar”, diversi spunti di riflessione politica e sociale, insieme a considerazioni più intime e alle consuete rubriche quali “sopravvivenza scolastica” e “dillo a Joe”.
L’antologia di pensieri dietro a questa pagina non è che un frammento di quello che abbiamo in potenza.
Joe è tutto orecchie, ma nel frattempo tutto vostro.
Editoriale a cura di Delia San Martino
Impaginazione a cura di Eliana Vitolo
Docente referente Maria Luisa Genta

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