23 anni a pensare

di Lara Saccani

Era stato 23 anni in presunto coma. I suoi parenti avevano perso ogni speranza di un suo rinvenimento e nessuno lo andava più a trovare. Poi, un giorno, mosse un dito. Si era svegliato dal coma? No, perché in coma non ci era mai stato. Era solo riuscito a fare quel che cercava di fare da 23 anni, da quando, dopo un incidente stradale all’età di 28 anni, era stato considerato in coma vegetativo (sì, lo stesso coma di Eluana Englaro).Voleva solo dire a tutti che lui c’era, era vivo, sentiva, ragionava e pensava. Ma non si muoveva.
Ron Hauben era stato 23 anni fermo, a pensare. A tutto e a niente.
Ed io a cosa avrei pensato? A tutto? A niente?Ma veramente posso non avere niente a cui pensare?  Mi pare impossibile e allo stesso tempo questo pensiero mi fa paura. Noi facciamo delle azioni che portano a diversi pensieri, sul passato, sul presente o sul futuro. Ma se noi per un’oretta non facessimo niente, nel senso più assoluto, cosa succederebbe? Non avremmo più da pensare, immagino.  No, non credo sia così. Quando mi fermo per un paio di minuti vedo che i miei pensieri, prima tutti in fila per entrare e avere un po’ di attenzione da me, cominciano a scorrere lentamente. Ho il tempo, posso dire, di riorganizzare le idee. Ma si tratta di un’operazione da  un minuto o poco più, poi non so più cosa pensare.  E nella mia mente s’insinua il Vuoto e la temuta Noia. Certo, alla fine, la mia mente comincia a pensare a qualcosa (di solito alla pubblicità della Nutella) e ricomincio a ragionare. Quindi non posso “finire i pensieri” così facilmente.
A volte penso che pensare (scusatemi il gioco di parole) sia un’azione così strana ed enigmatica che mi fermo e m’impegno a guardare nei miei pensieri. È veramente molto difficile. Più spesso penso e basta, senza riflettere sul fatto che sto pensando.  Ma alla fine capisco che il pensare non è un’azione così automatica e semplice come ci appare. Per esempio, i pensieri sono collegati al mio corpo? Oppure corpo e anima sono tanto lontani quanto diversi? Di nuovo penso allo stato di Ron Hauben. “Urlavo ma non riuscivo a sentire la mia voce” ha scritto sullo schermo che gli permette di parlare.  Non faccio che pensare alla situazione orrenda che ha passato: pensare da solo, chiuso nella sua mente, per 23 anni. Il Vuoto e la Noia oramai padroni dei suoi pensieri e anche del corpo, senza via di scampo. Solo, senza un appiglio alla realtà, probabilmente circondato da persone che lo consideravano morto.
Eppure era vivo e pensava. 23 anni a pensare. Io e la mia paura di finire i pensieri, che ingenui.

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