di Filippo Ascolani
Giá da parecchie ore il sole era calato e un’ oscuritá quasi assoluta regnava su quelle lande. Soltanto il disco lunare, ridotto a poco piú di un quarto, rischiarava le tenebre, rivelando la presenza di una via battuta che si snodava attraverso i canyon, costeggiata dai cactus e da qualche avvoltoio appollaiato qua e lá. Questa si arrampicava su per dune sabbiose, per poi ridiscendere improvvisamente in larghe vallate, punteggiate da quegli arbusti cespugliosi che tanto sono comuni nella zona dell’ America Centrale; di tanto in tanto, i binari della ferrovia rompevano la monotonia di quel paesaggio selvaggio e, piú raramente, un treno irrompeva a folle corsa, evocando, con il suo fumo nero e il suo sferragliare roboante, immagini di cene festose e dame agghindate.
Ma era un attimo e, ben presto, i padroni delle praterie, le mandrie di cavalli selvaggi e i bufali, ricominciavano a scorrazzare, ignorando la vana superbia dell’ umanitá.
La strada, intanto, procedeva con meandri tortuosi, per evitare gli ostacoli che la natura le poneva davanti e a tratti sembrava scomparire, nascosta da una macchia di canne o cancellata dal corso di un fiume; in un punto, particolarmente, stretta come era fra due costoni di roccia, solo un occhio esperto poteva notarne la posizione. Proprio lí, nella notte del 5 settembre 1801, era possibile individuare due figure, ancora ammantate nell’ oscuritá, che procedevano lentamente; cominciava giá ad albeggiare e il tenue chiarore del crepuscolo illuminava a stento il viso dei due uomini: quello di destra si notava per primo, a causa della mole e dei suoi continui sbuffi di insofferenza; le mani grassocce stringevano spasmodicamente le redini e la faccia, incassata tra le spalle, con il naso adunco e il doppiomento tremolante, esprimeva tutto il suo disagio per quella posizione tutt’ altro che comoda. Indossava un elegante abito blu scuro e una bombetta sulle ventitré che ogni sobbalzo lo costringeva a sistemarsi. Quei vestiti, peró, sebbene provenienti dal miglior negozio di moda della capitale, che avrebbero fatto la fortuna di qualsiasi uomo piú esile, non riuscivano a renderlo minimamente presentabile .
L’ altro, certamente piú anziano, poteva avere tra i cinquanta e i sessant’ anni, indossava una rozza camicia marrone che odorava forte di terra e una serie di grinze sulle maniche denunciava la presenza di bicipiti rigonfi; il viso era rugoso, ma sereno e la barba brizzolata era color nocciola, seppur ormai con qualche striatura di grigio; guidava il cavallo con la semplice pressione delle ginocchia e teneva occupato le grosse mani intagliando con un coltello un pezzo di legno. Un Winchester spuntava dalla schiena e un paio di pistole scintillavano alla prima luce del sole.
“ Bella nottata, eh cowboy! “
“ Felice che le piaccia, signor sindaco” Rispose il secondo, con una voce burbera, da cui non trapelava tutta quella deferenza.
“ Stai per raggiungere la tua casetta, cowboy!. Come ti invidio, a me toccano gli affari di stato e gli altri si divertono! Parola di Scott Winsley, che brutta cosa il potere.”
L’ altro rispose con una laconica scrollata di spalle e tacque. Per un attimo il suo sguardo saettó a destra e a sinistra, come a controllare la via.
Frattanto, mentre le campane delle cittá battevano le quattro, il sentiero si apriva nuovamente, rivelando in lontananza la presenza delle prime abitazioni.
“ Cosa pensi tu, brutto muso, della cittá? Non so proprio come facciate a vivere, voi cowboys, nella prateria, insieme alle belve e a quei selvaggi inciviliti, i cosi…gli Indiani, ecco.”
Il vecchio si giró di scatto e le loro pupille si incontrarono. Per un attimo un lampo passó per i suoi occhi; poi scomparve ed egli tornó al suo lavoro.
“Lei comprende, noi non ci capiamo niente di queste cose. Mi chieda di seguire una pista o di cacciare un bufalo, ma le faccende dei cittadini non posso capirle; per quanto riguarda gli Indiani, chissà, forse ha ragione lei, ma se è cosí, sono piú simile a loro che a voi”
Finalmente raggiunsero le case.
“ Puoi andare adesso, cowboy, so la strada”
L’ altro annuí.
Scott smontò, non senza qualche difficoltà,ma, un istante dopo, si giró ,cercando con gli occhi il suo compagno di viaggio.
Era laggiù, ai confini dell’ orizzonte, e cavalcava verso ovest.
Proprio lí, davanti al sole.